
É solo uno sblocca carrello 🛒
- Sonia Iannello
- 7 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Se fa discutere, meglio.
C’è una cosa curiosa che succede con certi oggetti.
Funzionano perfettamente, ma qualcuno sente comunque il bisogno di dire la sua.
Questo è uno di quelli.
È uno sbloccacarrello.
Serve a sbloccare il carrello al supermercato.
Lo infili, il carrello si libera, fai la spesa. Fine.
Eppure, a volte, non finisce lì.
Non è un oggetto “provocatorio”
O almeno, non nasce per esserlo.
Non è stato pensato per scandalizzare, educare, insegnare qualcosa o fare polemica.
È stato pensato per essere utile e avere un senso dell’umorismo.
Il resto succede da solo.
Qualcuno ride.
Qualcuno commenta.
Qualcuno si irrigidisce.
E va bene così.
Il problema non è l’oggetto
Il problema, se così vogliamo chiamarlo, è che gli oggetti neutri non esistono più.
Qualsiasi cosa:
viene interpretata
giudicata
caricata di significati
Anche uno sbloccacarrello.
Ma la verità è molto semplice:
👉 fa esattamente quello che deve fare.
Se poi scatena una reazione, non è un difetto.
È un effetto collaterale.
Perché allora “se fa discutere, meglio”?
Perché la discussione dice una cosa chiara:
qualcuno ha guardato.
In un mondo pieno di oggetti invisibili, essere notati non è un problema.
È un segnale.
Non deve piacere a tutti.
Non deve essere capito da tutti.
Deve solo arrivare a chi lo riconosce come “suo”.
Non è per tutti. Ed è giusto così.
C’è chi lo trova divertente.
C’è chi lo trova inutile.
C’è chi lo trova fastidioso.
Ottimo.
Un oggetto che piace a tutti è un oggetto che non dice niente.
Questo, invece, dice qualcosa senza parlare.
Lo usi.
Fine.
In conclusione
È solo uno sbloccacarrello.
Non è un manifesto.
Non è una battaglia culturale.
Non è una spiegazione.
Se ti fa sorridere, probabilmente ti rappresenta.
Se ti fa discutere… ha comunque funzionato.
E no, non devo spiegarmi.


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